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LOCANDINA MAGGIO-GIUGNO

CIRCOLO CARLO VANZA
Archivio di documentazione libertaria
INIZIATIVE MAGGIO- GIUGNO
Sabato 1maggio ore 14.30:
manifestazione Spezzone RESISTIAMO.
Ritrovo stazione Bellinzona
Sabato 11 maggio ore 16.15:
Presentazione associazione HAZ di Zurigo e interventi Imbarco Immediato Ticino
segue rinfresco
Sabato 18 maggio 16.30 (organizzazione equipe 74):
Presso Aula Magna CPT Trevano, Ben venga maggio a 50 anni della rivolta
studentesca al Liceo di Lugano
Sabato 25 maggio ore 16.15:
Alessio Lega presentazione del libro "l'anarchia in 100 canti"
Segue rinfresco
Sabato 1 giugno ore 16.15:
conferenza con Alice dal Gobbo "Ecologia, vita quotidiana:
corpi, cura e cibo.
segue rinfresco
Il Circolo Carlo Vanza è inoltre aperto ogni sabato dalle 15.00 alle 17.00.
Via Convento 4, Bellinzona

LOCANDINA MAGGIO-GIUGNO

CIRCOLO CARLO VANZA
Archivio di documentazione libertaria
INIZIATIVE MAGGIO- GIUGNO
Sabato 1maggio ore 14.30:
manifestazione Spezzone RESISTIAMO.
Ritrovo stazione Bellinzona
Sabato 11 maggio ore 16.15:
Presentazione associazione HAZ di Zurigo e interventi Imbarco Immediato Ticino
segue rinfresco
Sabato 18 maggio 16.30 (organizzazione equipe 74):
Presso Aula Magna CPT Trevano, Ben venga maggio a 50 anni della rivolta
studentesca al Liceo di Lugano
Sabato 25 maggio ore 16.15:
Alessio Lega presentazione del libro "l'anarchia in 100 canti"
Segue rinfresco
Sabato 1 giugno ore 16.15:
conferenza con Alice dal Gobbo "Ecologia, vita quotidiana:
corpi, cura e cibo.
segue rinfresco
Il Circolo Carlo Vanza è inoltre aperto ogni sabato dalle 15.00 alle 17.00.
Via Convento 4, Bellinzona

NO LAGER - INFO VIVERE NEL CENTRO FEDERALE D'ASILO A BALERNA SIGNIFICA...VIOLENZA

Al rientro serale (quindi prima delle 18) di domenica 10 marzo, a tre
ragazzi, di cui uno un pò "brillo", sono stati richiesti i documenti di
autorizzazione, come é prassi per l'entrata e l'uscita dal CFA.
L'assistente ha "invitato" il  ragazzo un pò "brillo" ad andare al
servizio medic help, benché un altro assistente e gli amici del ragazzo
dicessero che non ve ne fosse necessità, in quanto stava bene ed era
tranquillo.

In pochi istanti sono sopraggiunti i Securitas che hanno preso con la
forza il ragazzo e lo hanno portato in una stanza. Gli hanno preso le
braccia mettendogliele dietro la schiena e lo hanno placcato per terra.
Erano in 6/7 agenti di sicurezza. Non si comprende bene come, ma il
ragazzo ha cominciato a perdere sangue dalla bocca e non respirava ma
nonostante questo e' stato costretto a  terra.

Uno degli amici che era fuori é riuscito a vedere da una finestrella
cosa stava succedendo, quindi ha chiesto di poter entrare e ha tenuto il
piede per non far chiudere la porta, dicendo che voleva parlare con
l'amico per sapere come stava. Lo vedeva che continuava a vomitare anche
sangue e non respirava. Il securino ha cercato di chiudere la porta e in
quel momento sono arrivati due poliziotti che hanno subito cominciato a
picchiare il secondo ragazzo con il manganello. C'era una donna
assistente che non diceva nulla e all'improvviso il secondo ragazzo si é
trovato 9 poliziotti addosso che lo hanno portato nella sala della
Securitas e hanno continuato a picchiarlo e sprayarlo sul volto piu'
volte quando era a terra.  mentre poliziotti e securini se la ridevano.

Nel frattempo  un altro gruppo di poliziotti ha cominciato a picchiare
con i manganelli i ragazzi che chiedevano cosa stesse succedendo e Anche
gli altri sono stata sprayati. I ragazzi chiedevano di andare
all'ospedale per medicarsi. Uno é stato ferito all'arco sopracciliare
con una manganellata  e ha dovuto mettere i punti. L'unico che é stato
portato in ospedale, mentre agli altri hanno dato solo delle gocce per
gli occhi e il ragazzo che era stato placcato all'inizio e che vomitava
sangue é stato sedato con tre punture e portato a Mendrisio (clinica
psichiatrica) dove é rimasto per 3 giorni e dice che fino a lunedì sera
era praticamente incosciente.

Diversi altri ragazzi hanno riportato contusioni ed ematomi su varie
parti del corpo.

Né a Mendrisio in clinica né all'ospedale  hanno chiesto informazioni 
su  cosa fosse successo.
Mentre l'infermiere di medic help ha avuto il coraggio di dire ai
ragazzi: non dovete comportarvi così!


FACCIAMO IL NECESSARIO PER CHIUDERE QUESTI CENTRI DELLA VERGONGA!

NON LASCIAMOLX SOLX NELLE MANI DELLA SEGRETERIA DI STATO DELLA
MIGRAZIONE,POLIZIA E SECURITAS

Soa Molino e Collettivo R-esistiamo

Il ruolo delle religioni nelle guerre odierne.

Circolo Carlo Vanza Bellinzona

Conferenza

“II ruolo delle religioni nelle guerre odierne.”

interviene Pierino Marazzani

 

Sabato 24 febbraio 2024, ore 16.30

 Circolo Carlo Vanza, via Convento 4, Bellinzona

 

 

Le religioni sono un perenne pericolo per la pace fra i vari Paesi e all'interno di essi il Vaticano da sempre attizza guerre civili e fra Stati in tutto il mondo, favorisce regimi destroidi e autoritari militaristi. L’uso di cifrari segretissimi per comunicare con i suoi nunzi pontifici in tutto il mondo ne è una prova evidente: che bisogno c'è di cifrare i propri messaggi se sono solo inviti alla fratellanza fra i popoli? Il Vaticano fa il contrario di quello che predica, da sempre. Pierino Marazzani propone un’analisi senza sconti di una pratica guerrafondaia al di là delle parole di pace.

 

Pierino Giovanni Marazzani è un saggista italiano, cofondatore e presidente del Circolo Culturale Giordano Bruno di Milano. Redige ininterrottamente dal 1992 il calendario di Effemeridi Anticlericali, pubblicato a cura dell’Associazione Culturale “Sicilia Punto L” di Ragusa. Tiene su Radiowombat.net il notiziario anticlericale settimanale dove raccoglie notizie sulle complicità clericali col militarismo. È autore di numerosi saggi storici anticlericali.

 Seguirà rinfresco.

 Circolo Carlo Vanza

via Convento 4

CH-6500 Bellinzona

http://www.anarca-bolo.ch/vanza

e-mail: circolo-vanza@bluemail.ch

Buon na_Taz

OCCUPARE IMMAGINARI

Dove l’occupazione è una pratica costante e l’immaginario una realtà che tramite parole, idee, azioni si fanno mondi.
Mentre le viscere maledette delle macerie dell’ex macello tornano a galla ancor più nauseabonde e infettate che mai, con tutti i loro strascichi di menzogne, inganni e manipolazioni, ci riprendiamo, il tempo delle feste, un ennesimo spazio abbandonato.
Occupiamo immaginari insomma.
Non che ci stupisca più di quel tanto il nuovo tentativo di insabbiare la verità sullo sgombero e la distruzione della parte abitativa del CSOA il Molino. Dimostra ancor di più come l’apparato militare utilizzato non sia frutto del caso, dell’azzardo o di una comunicazione claudicante. E ben che meno per garantire l’incolumità delle e degli occupanti (sic!). No, l’azione, come da subito sostenuto, è stata una chiara vendetta pianificata nei dettagli, operata con il benestare del municipio di Lugano (o almeno del suo sindaco e della parte leghista), diretta dal comando della polizia cantonale e
immaginiamo supervisionata dal responsabile del dipartimento giustizia e polizia Norman Gobbi.
D’altronde gli ipotetici morti e feriti paventati nel caso del probabile sgombero violento con ore di scontri (Stato Maggiore dixit) non potevano non essere conosciuti da colui che si auto nomina “capo” delle forze dell’ordine in Ticino.
Vedremo. Intanto alcunx non dormono sonni così tranquilli, sembrerebbe. Oggi, con un denso programma di attività in collaborazione e complicità con varie realtà, associazioni e individualità,
liberiamo e ridiamo alla popolazione (ricordate il vogliamo ridare il macello alla popolazione delle Old Foxes Borradori e Bertini? Vogliam parlare dello stato in cui giace da 3 anni?) l’ennesima struttura abbandonata da anni, in stato deplorevole e in mano alla lunga catena della speculazione
edilizia. E se l’hotel Fisher proponemmo potesse essere adibito a casa per persone in fuga da guerre, miseria e catastrofi, proponiamo per la struttura di Capo San Martino un laboratorio permanente di attività culturali con mensa popolare usufruibile da tuttx e con attività ricreative-sportive sul lago.
Come sempre basterebbe solamente volerlo. Ma…
Non che gli spazi manchino. In tre anni, dallo sgombero, questo è il settimo spazio ripreso e collettivizzato: l’ex macello due natali fa, l’ex Caritas a Molino Nuovo, lo stabile di via Ernetto a Pregassona, il parco per il campeggio antimilitarista a Massagno, le ex scuole a Viganello, l’hotel Fisher a e ora lo stabile a Capo San Martino. E tutti, inutile dirlo, giacciono ancora nell’incuria e nell’abbandono, in attesa degli strabilianti mega progetti e poli di chi più ne ha più ne metta della città di Lugano. Quella che per prima al mondo dichiarò Gerusalemme come capitale legittima dello Stato d’Israele, dopo aver ospitato la criminale di guerra Tzipy Livni.
La lista di altri nomi e spazi potrebbe continuare. Ancora una volta gli stabili ci sono, sono vuoti, lasciati a deperire e l’interesse, al di là delle tante belle e ipocrite parole, a rianimarli e rimetterli a disposizione della comunità per creare altro – lontano dalle logiche securitarie, di mercato e commerciali – non esiste. Conosciamo il territorio e sappiamo quanti ancora giacciono abbandonati.
Ma, come da quel lontano 1996, nonostante qualche tentativo confuso e pretenzioso, la volontà politica nel trovare una soluzione, manca.
Il Molino ha da sempre rivendicato uno stabile, senza dover chiedere niente a nessuno e senza pretendere niente in 25 anni di autogestione, autogestendosi e garantendo la funzionalità, la gestione,
il pagamento delle fatture, l’abitabilità, la sicurezza (non è lo stesso termine…) e il vivere comune diuna comunità. Assistere ancora a certe uscite nel 2023 – vedasi ad esempio l’intervista a laRegione ad Amalia Mirante – significa non aver davvero capito niente della lunga storia e del presente dell’autogestione.
Ma non è purtroppo una novità. E, una volta di più, siamo (in maniera perenne ormai…) in tempi di elezioni: ancora una volta tutto sarà permesso e i liquidi putrefatti sgorgheranno che è un piacere.
Noi, al di là di tutto, andiamo avanti, continuiamo a camminare le strade di questo territorio, a r-esistere con i nostri mezzi, le nostre possibilità e disponibilità. A liberare spazi abbandonati.
In tempi di guerre permanenti e attacchi ai popoli del mondo, spazi autogestiti per abitare mondi altri.
In tempi di femminicidi, abusi e violenze, spazi da condividere per costruire relazioni altre.
In tempi di tagli, riduzioni, decreti “demmerda”, spazi dove costruire scambi non mercificati.
In tempi di frontiere blindate e delirio securitario, spazi d’incontro dove parlare, giocare, mangiare
assieme.
In tempi di disastri climatici, spazi dove coltivare, piantare e autoprodurre un buen vivir collettivo e individuale.
In tempi di controllo, razzismi e fascismi di ritorno, spazi intergenerazionali dove raccontarsi e
raccontare e prendersi cura l’unx dell’altrx.
10-100-1000 spazi per tessere fili e spezzare ramine, dove vivere e crescere, dove organizzarci e dove opporsi a soprusi, violenze, esclusioni, tagli, divieti, diffide, multe, incarcerazioni, sistemi a cascata, controlli e imposizioni.
Non ci avrete mai come volete voi.
Libertà a autodeterminazione per il popolo palestinese.
Ilaria e Gabri liberx.

SOA il Molino

p.s. constatiamo che la fine dell’era Cristina Zanini-Barzaghi in municipio non coincide con la
“promessa” che fece anni fa: con me in municipio non ci sarà sgombero. A parte il fatto che con la sua
presenza in municipio di sgomberi ce ne son stati ben due, magari chieda spiegazioni al collega Foletti
sulla frase da lui detta durante l’interrogatorio con il PG Pagani che magari Borradori e Valenzano
Rossi non ne abbiano fatto cenno (della possibile distruzione) al resto del Municipio per evitare che
lo venisse a sapere Cristina Zanini Barzaghi in quanto in contatto con ambienti vicini al CSOA…
eh già, verrebbe da dire… , un giorno chissà… 🙂

Appunti per una discussione sul futuro del CCV

Cos' e' il CCV

Il CCV è nato nel 1986 da un progetto comune di Gianpiero, Peter e Edy di conservare e implementare il fondo librario lasciato da Carlo Vanza. Per parecchi anni la documentazione, completata nel frattempo con parte dei libri di Peter e Cesj e con l’acquisizione di numerosi libri acquistati su bancarelle o librerie principalmente dai tre fondatori, ha avuto un’esistenza praticamente clandestina, depositata in locali non aperti al pubblico di Peter e Cesj.

Con l’apertura il 13 dicembre 2003 dei locali del CCV a Locarno, grazie all’attiva collaborazione di compagne e compagni locali susseguitisi nel tempo, è iniziata una nuova fase con l’apertura e la consultazione pubblica del patrimonio (libri, opuscoli e documenti) della Biblioteca / Centro di documentazione, un servizio libreria minimo, l’organizzazione di incontri pubblici con presentazione di libri, eventi e filmati inerenti il movimento anarchico e libertario, la messa in rete del patrimonio librario per facilitare la consultazione agli interessati, la pubblicazione di un bollettino del CCV dal 2005, la messa a disposizione dei locali in particolare dopo il trasloco a Bellinzona nel 2014 a gruppi e organizzazioni della Svizzera italiana di orientamento libertario.

L’apertura pubblica della sede di Locarno ha permesso di raccogliere ulteriore materiali donato o depositato da compagne e compagni e di allacciare contatti con organizzazioni, gruppi e individualità del movimento anarchico internazionale e dal 2007 il CCV è membro della FICEDL (Federazione internazionale dei centri studi e di documentazione libertari).

Riassumendo il CCV è una biblioteca /centro di documentazione anarchico con buoni contatti internazionali in particolare in Europa, che cerca di stimolare ricerche nell’ambito del movimento anarchico e libertario e che organizza più o meno regolarmente in Ticino incontri pubblici di carattere libertario.

Questo conformemente allo statuto (vedi in particolare art. 2 e 3).

Cosa NON ÖE' il CCV

Il CCV NON è:

  • un gruppo anarchico attivo a livello locale
  • una libreria anarchica
  • un organizzatore di eventi di carattere libertario
  • uno spazio a disposizione di gruppi
  • un anarcopranzo o un dopolavoro
  • un bollettino informativo
  • un sito internet
  • una banca dati

ma PUÒ essere queste cose, assieme o singolarmente, in funzione subalterna e complementare alla principale e imprescindibile attività di conservazione e messa a disposizione della documentazione di proprietà del CCV.

Va ritenuto inoltre che il CCV non riceve sovvenzioni pubbliche e che si regge finanziariamente su contributi più o meno generosi di una cerchia di 50-60 individui, dei quali una buona parte in pratica non ha mai messo piede in sede ma che vuole contribuire alla conservazione del patrimonio.

Considerazioni sul futuro (fosco) del CCV

I membri fondatori e gli attuali collaboratori più o meno attivi del CCV non sono e non saranno in grado di garantire materialmente nel breve e medio termine la conservazione e la gestione del patrimonio documentale raccolto in questi quasi quarant’anni di esistenza, dei quali solo venti di attività pubblica.

Va anche sottolineato che, per varie ragioni non ultime quelle anagrafiche, i contatti con le altre organizzazioni, gruppi e individualità e la partecipazione ad eventi in particolare all’estero, si sono affievoliti e ormai sono sporadici e si campa sulle relazioni stabilite decenni or sono. E anche qui la questione anagrafica si fa sentire.

Il CCV è ormai autoreferenziato e avvitato su sé stesso.

In conclusione

si fa dunque appello a coloro che ritengono che l’esperienza del CCV meriti di essere proseguita e che intendono mettersi fattivamente a disposizione per la sua futura gestione.

Gli attuali gestori/animatori possono garantire a breve termine un aiuto per il passaggio delle consegne. Ma il tempo stringe.

Naturalmente, rimane aperta la possibilità di una diversa impostazione per cui il Centro di documentazione non è più basilare e che acquistano importanza altre attività.

In questo caso, occorrerà decidere cosa fare della documentazione e certamente la denominazione Circolo Carlo Vanza dovrà cessare e potranno esserci in sua vece un Quadrato Quarto Quadranti, un Ellisse Ellade Griego o una Iperbole Perseo Bollotti e via dicendo.

Per affrontare questo futuro , il comitato del CCV intende nel mese di ottobre invitare gli interessati ad una riunione di discussione ed operativa (perditempo p.f. astenersi!).

Grazie per l’attenzione.

Bellinzona, agosto 2023

Ed ecco per finire il tenore degli statuti:

Circolo Carlo Vanza - Bellinzona -   Statuti

Art. 1 - Nome e sede

Sotto il nome di Circolo Carlo Vanza (CCV) è stata costituita a Minusio, il 1. dicembre 1993,    un'associazione ai sensi degli art. 60 e seguenti del CCS. La sua sede è a Bellinzona, in via   Convento 4. La durata è indeterminata.

Art. 2 - Scopi

Gli scopi del CCV sono di:

  •  raccogliere, classificare e archiviare i documenti (libri, opuscoli, giornali, manoscritti, volantini,
  • documenti visivi e sonori, ecc.) riguardanti la storia e il pensiero dell'anarchismo in Svizzera (storia delle idee, degli avvenimenti, movimenti, biografie, ecc.), e in via subordinata l'autogestione, l'antimilitarismo libertario, le nuove tendenze dell'anarchismo, il libero pensiero,  i diritti umani;
  •  mettere la biblioteca a disposizione dei membri e del pubblico;
  •  suscitare ed incoraggiare le ricerche su temi pertinenti;
  •  stimolare l'attività del movimento libertario.
Art. 3 - AttivitàA'

Il Circolo:

  •  organizza e sviluppa una biblioteca costituita da donazioni, regalie, depositi, provenienti da gruppi o da persone, nonché mediante acquisizioni o scambi;
  •  assicura un servizio di prestito delle opere della biblioteca;
  •  gestisce un servizio libreria;
  • pubblica un bollettino annuale;
  •  organizza conferenze, dibattiti, manifestazioni su questioni di contenuto anarchico, comunque   d'impostazione libertaria.