Primo Maggio
Primo Maggio.
Non una celebrazione vuota, ma un momento di rottura. Un giorno per immaginare — e praticare — un’alternativa concreta alla modalità del lavoro capitalista, fatta di gerarchie, sfruttamento e alienazione.
Nessun padrone. Sì all’autogestione.
Questo è il cuore di una prospettiva anarchica: la capacità delle persone di organizzarsi senza imposizioni dall’alto, di costruire relazioni basate sul mutuo appoggio, sulla responsabilità condivisa e sulla libertà reale. Non un’utopia distante, ma qualcosa che già esiste nelle crepe del sistema: nelle cooperative autogestite, negli spazi occupati, nelle reti solidali che ogni giorno resistono e creano.
Un pensiero oggi va a tutte le realtà che lottano per la propria autodeterminazione. A chi difende la terra, a chi rifiuta i confini, a chi costruisce comunità senza dominio. A chi sceglie la solidarietà come pratica quotidiana, non come parola svuotata.
E uno sguardo attraversa il mare, verso le compagne e i compagni della flottiglia: corpi in viaggio che sfidano blocchi, violenze e indifferenza, portando con sé un’idea semplice e potente — che la solidarietà non si arma, non conquista, ma connette, cura, libera.
In un mondo che ci vuole divisi e in competizione, scegliamo di stare insieme. In un sistema che produce precarietà e sfruttamento, rivendichiamo una vita dignitosa per tutte e tutti.
Non chiediamo permesso. Costruiamo alternative.
Perché un’altra società non solo è possibile: è già in cammino.
Primo Maggio
Primo Maggio.
Non una celebrazione vuota, ma un momento di rottura. Un giorno per immaginare — e praticare — un’alternativa concreta alla modalità del lavoro capitalista, fatta di gerarchie, sfruttamento e alienazione.
Nessun padrone. Sì all’autogestione.
Questo è il cuore di una prospettiva anarchica: la capacità delle persone di organizzarsi senza imposizioni dall’alto, di costruire relazioni basate sul mutuo appoggio, sulla responsabilità condivisa e sulla libertà reale. Non un’utopia distante, ma qualcosa che già esiste nelle crepe del sistema: nelle cooperative autogestite, negli spazi occupati, nelle reti solidali che ogni giorno resistono e creano.
Un pensiero oggi va a tutte le realtà che lottano per la propria autodeterminazione. A chi difende la terra, a chi rifiuta i confini, a chi costruisce comunità senza dominio. A chi sceglie la solidarietà come pratica quotidiana, non come parola svuotata.
E uno sguardo attraversa il mare, verso le compagne e i compagni della flottiglia: corpi in viaggio che sfidano blocchi, violenze e indifferenza, portando con sé un’idea semplice e potente — che la solidarietà non si arma, non conquista, ma connette, cura, libera.
In un mondo che ci vuole divisi e in competizione, scegliamo di stare insieme. In un sistema che produce precarietà e sfruttamento, rivendichiamo una vita dignitosa per tutte e tutti.
Non chiediamo permesso. Costruiamo alternative.
Perché un’altra società non solo è possibile: è già in cammino.
In memoria di Claudio Grigolo
A nome di tutte e tutti i compagni del Circolo Carlo Vanza, vogliamo ricordare il nostro amico che se n’è andato, ma che continua a vivere nelle tracce profonde che ha lasciato nelle nostre vite e nel nostro percorso collettivo.
Lo ringraziamo per ogni sorriso condiviso, per ogni parola capace di generare speranza, per la sua presenza costante e autentica. Era una persona che sapeva esserci davvero: ascoltava, sosteneva, accoglieva. Con semplicità e determinazione ha costruito relazioni fondate sulla fiducia, sulla solidarietà e sul rispetto reciproco.
Credeva profondamente in un mondo migliore, non come un’idea astratta, ma come una responsabilità quotidiana. Ogni suo gesto andava in quella direzione: nelle scelte, nelle relazioni, nell’impegno politico e sociale. Ha lottato con coerenza per difendere chi non poteva farlo, schierandosi sempre dalla parte degli ultimi, senza mai cercare visibilità, ma mettendo al centro la giustizia, la dignità e le persone.
Ci ha insegnato che l’impegno non è fatto solo di parole, ma di coerenza; che la militanza è presenza concreta; che il cambiamento passa attraverso gesti quotidiani di rispetto, ascolto e responsabilità. Ci ha regalato sorrisi, forza, vicinanza. È stato un esempio, prima ancora che un compagno. È stato un amico.
Oggi, per ricordarlo davvero, sappiamo che non basta il ricordo. Dobbiamo rimanere uniti, continuare a credere e a lottare come faceva lui. Portare avanti il suo insegnamento significa praticare ogni giorno il rispetto, esserci con presenza reale e consapevole.
Ciao Claudio.
Giampi
Sabato 22 novembre 2025, a causa di un improvviso malore è mancato all’affetto dei suoi cari, delle compagne e dei compagni ticinesi un vessillifero dell’anarchismo ben conosciuto in tutta la Svizzera ma anche in Italia, Gianpiero “Giampi” Bottinelli. Nato a Lugano l’8 novembre 1946, ha compiuto gli studi presso l’École d’études sociales et pédagogiques a Losanna (1970-1973), quindi è stato fino al pensionamento attivo come operatore sociale in Ticino. Durante la permanenza nella Svizzera francese stringe un profondo legame di amicizia con Marianne Enckell frequentando il Centre International de recherches sur l’Anarchisme (CIRA). Tornato in Ticino, contribuisce a ridare slancio al movimento anarchico nella Svizzera italiana con la fondazione dell’Organizzazione Anarchica Ticinese. Nel 1978 dà vita a Lugano assieme a Edy Zarro alle Edizioni La Baronata il cui catalogo comprende una cinquantina di titoli dell’anarchismo storico e contemporaneo. Gianpiero mette a frutto la sua passione per la ricerca storica allacciando preziosi contatti con militanti anarchici della generazione precedente come Carlo Vanza, Antonietta Peretti, Ferdinando Balboni, Angelo Carocari. Assieme a Edy Zarro pubblica nel 1996 un’antologia dell’antimilitarismo libertario in Svizzera. Nel 1997 dà alle stampe la biografia di Luigi Bertoni, figura di primo piano dell’anarchismo elvetico. Qualche anno prima aveva partecipato alla fondazione del Circolo Carlo Vanza a Locarno, biblioteca e archivio del movimento anarchico locale ora trasferitosi a Bellinzona. Per conto delle edizioni la Baronata partecipa assieme alla compagna Rosemarie e con l’immancabile banchetto dei libri a numerosi incontri e fiere in Svizzera e in Italia. Intanto realizza assieme a Marianne Enckell, Werner Portmann, Edy Zarro e con l’aiuto della compagna Rosemarie un progetto di ampio respiro, il Cantiere biografico degli anarchici in Svizzera, che comprende attualmente circa 2000 notizie biografiche. Dal 2007 al 2024 cura la redazione del periodico anarchico Voce libertaria. Partecipa con entusiasmo all’esperienza del CSOA Il Molino. Al Circolo si occupa della catalogazione, della programmazione e soprattutto del coinvolgimento di una nuova generazione nelle attività dello stesso. Non di rado pone mano alla chitarra per un’interpretazione corale dei canti della tradizione anarchica. Attivo sul fronte sindacale e con il cuore e la mente aperti alla sofferenza, si è impegnato ultimamente a dare battaglia a uno sciagurato progetto governativo di realizzazione di un centro “educativo” chiuso per minorenni. Il movimento anarchico ticinese deve molto all’impegno e alla passione rivoluzionaria di questo straordinario compagno.
LOCANDINA MAGGIO-GIUGNO
NO LAGER - INFO VIVERE NEL CENTRO FEDERALE D'ASILO A BALERNA SIGNIFICA...VIOLENZA
Al rientro serale (quindi prima delle 18) di domenica 10 marzo, a tre
ragazzi, di cui uno un pò "brillo", sono stati richiesti i documenti
di
autorizzazione, come é prassi per l'entrata e l'uscita dal CFA.
L'assistente ha "invitato" il ragazzo un pò "brillo"
ad andare al
servizio medic help, benché un altro assistente e gli amici del ragazzo
dicessero che non ve ne fosse necessità, in quanto stava bene ed era
tranquillo.
In pochi istanti sono sopraggiunti i Securitas che hanno preso con la
forza il ragazzo e lo hanno portato in una stanza. Gli hanno preso le
braccia mettendogliele dietro la schiena e lo hanno placcato per terra.
Erano in 6/7 agenti di sicurezza. Non si comprende bene come, ma il
ragazzo ha cominciato a perdere sangue dalla bocca e non respirava ma
nonostante questo e' stato costretto a terra.
Uno degli amici che era fuori é riuscito a vedere da una finestrella
cosa stava succedendo, quindi ha chiesto di poter entrare e ha tenuto il
piede per non far chiudere la porta, dicendo che voleva parlare con
l'amico per sapere come stava. Lo vedeva che continuava a vomitare anche
sangue e non respirava. Il securino ha cercato di chiudere la porta e in
quel momento sono arrivati due poliziotti che hanno subito cominciato a
picchiare il secondo ragazzo con il manganello. C'era una donna
assistente che non diceva nulla e all'improvviso il secondo ragazzo si é
trovato 9 poliziotti addosso che lo hanno portato nella sala della
Securitas e hanno continuato a picchiarlo e sprayarlo sul volto piu'
volte quando era a terra. mentre poliziotti e securini se la ridevano.
Nel frattempo un altro gruppo di poliziotti ha cominciato a picchiare
con i manganelli i ragazzi che chiedevano cosa stesse succedendo e Anche
gli altri sono stata sprayati. I ragazzi chiedevano di andare
all'ospedale per medicarsi. Uno é stato ferito all'arco sopracciliare
con una manganellata e ha dovuto mettere i punti. L'unico che é stato
portato in ospedale, mentre agli altri hanno dato solo delle gocce per
gli occhi e il ragazzo che era stato placcato all'inizio e che vomitava
sangue é stato sedato con tre punture e portato a Mendrisio (clinica
psichiatrica) dove é rimasto per 3 giorni e dice che fino a lunedì sera
era praticamente incosciente.
Diversi altri ragazzi hanno riportato contusioni ed ematomi su varie
parti del corpo.
Né a Mendrisio in clinica né all'ospedale hanno chiesto
informazioni
su cosa fosse successo.
Mentre l'infermiere di medic help ha avuto il coraggio di dire ai
ragazzi: non dovete comportarvi così!
FACCIAMO IL NECESSARIO PER CHIUDERE QUESTI CENTRI DELLA VERGONGA!
NON LASCIAMOLX SOLX NELLE MANI DELLA SEGRETERIA DI STATO DELLA
MIGRAZIONE,POLIZIA E SECURITAS
Soa Molino e Collettivo R-esistiamo
Il ruolo delle religioni nelle guerre odierne.
Circolo Carlo Vanza Bellinzona
Conferenza
“II ruolo delle religioni nelle guerre odierne.”
interviene Pierino Marazzani
Sabato 24 febbraio 2024, ore 16.30
Circolo Carlo Vanza, via Convento 4, Bellinzona
Le religioni sono un perenne pericolo per la pace fra i vari Paesi e all'interno di essi il Vaticano da sempre attizza guerre civili e fra Stati in tutto il mondo, favorisce regimi destroidi e autoritari militaristi. L’uso di cifrari segretissimi per comunicare con i suoi nunzi pontifici in tutto il mondo ne è una prova evidente: che bisogno c'è di cifrare i propri messaggi se sono solo inviti alla fratellanza fra i popoli? Il Vaticano fa il contrario di quello che predica, da sempre. Pierino Marazzani propone un’analisi senza sconti di una pratica guerrafondaia al di là delle parole di pace.
Pierino Giovanni Marazzani è un saggista italiano, cofondatore e presidente del Circolo Culturale Giordano Bruno di Milano. Redige ininterrottamente dal 1992 il calendario di Effemeridi Anticlericali, pubblicato a cura dell’Associazione Culturale “Sicilia Punto L” di Ragusa. Tiene su Radiowombat.net il notiziario anticlericale settimanale dove raccoglie notizie sulle complicità clericali col militarismo. È autore di numerosi saggi storici anticlericali.
Seguirà rinfresco.
Circolo Carlo Vanza
via Convento 4
CH-6500 Bellinzona
http://www.anarca-bolo.ch/vanza
e-mail: circolo-vanza@bluemail.ch