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okkupazione a Lugano, brevi aggiornamenti

Mercoledì  29.12 alle ore 12 il Molino è rioccupato e le strade sono state bloccate da una calda solidarietà con poesie e pranzo. Purtroppo verso fine pomeriggio ci sono stati due fermi preventivi e le persone sono ancora in stato di detenzione a Noranco. Durante il fermo gli sbirri hanno picchiato una nostra compagna.

La sera la polizia ha caricato le persone in strada con fumogeni, lacrimogeni, spray al pepe e manganelli. Due persone sono rimaste ferite a terra, una faccia aperta e per una persona è stata chiamata l'ambulanza. Via via fascisti e polizia! A sto giro non ve lo aspettavate? L'autogestione non è controllabile ne classificabile. Qui siamo e qui rimarremo! 1, 10, 100 occupazioni! Sblocchiamo Lugano!

Ore 5.05   nonostante   l'accordo preso hanno iniziato dello sapazio. 

Ora é in corso un presidio fuor dell'ex macello é rimasta sola una compagna sul  tetto che rivendica con tutte le forse il rilascio di tutte le compagne e i compagni . 

il  Circolo Carlo  Vanza esprime la completa solidarietà . Il Molino non si tocca!


Sindemia, Capitalismo e liberta individuali

Mentre si discute accanitamente delle libertà individuali, venendo oramai quasi alle mani, nei teatrali Talk televisivi come sui mezzi pubblici, gli unici reali bisogni che sembrano dettare ogni scelta nella gestione della pandemia sono di ordine economico. Il modello di sviluppo capitalistico mondiale che ha accelerato la diffusione del Covíd non viene messo in dubbio: stili di vita nocivi, urbanizzazione selvaggia, inquinamento, distruzione dell‘ecosistema, politiche dissennate dei sistemi sanitari pubblici, della scuola e dei trasporti. La sindemia in corso che colpisce, cioè, gli strati più deboli delle popolazioni, viene contrastata quasi unicamente col mantra dei vaccini, pagati profumatamente alle multinazionali di Big Pharma, le quali si guardano bene dal mollare la presa sui brevetti che permetterebbe l’accesso agli stessi anche alle popolazioni a basso reddito. Il business futuro sono le varianti, che come la Delta o, ultima in ordine d’arrivo, l’Omicron, proliferano laddove la copertura vaccinale è bassina. In ogni caso, la responsabilità degli eventuali fallimenti delle strategie governative può  essere sempre scaricata sui cittadini, potenzialmente irresponsabili, i cui comportamenti (indotti dallo stesso capitalismo di sorveglianza!) verrano colpevolizzati, costringendo le autorità al varo di sempre maggiori restrizioni, ricatti sociali e lavorativi, leggi Green Pass, Super Green Pass e chissà cos’altro ancora ci riserva il futuro. 
Ora mi domando, in questo contesto, ha ancora senso parlare di libertà individuali e soprattutto di quali?  Prendiamo, ad esempio, le posizioni intransigenti dei liberal (finalmente venute a galla) che, per nulla al mondo cambierebbero il loro stile di vita, fatto di immane spazio per loro (giuridico-economico, vertente sulla proprietà privata) e poco spazio per gli altri, i quali si dovrebbero finalmente rendere conto che le loro libertà finiscono e piuttosto presto,  laddove inizia il grande spazio aperto del libero mercato di costoro. Aborrendo la gogna mediatica contro i non vaccinati, tra i quali troviamo sicuramente molti liberal col vezzo della “trasgressione per una stagione” (ecchisenefrega se la loro impostazione più libertarian che libertaria, contribuisca al contagio di qualche attempato nonnetto che ancora attarda la sua dipartita da questo mondo…), cerchiamo invece di capire la  posizioni di molti sfruttati, disoccupati, marginali, dei senza diritti e reietti della società dei consumi. Cosa volete che gliene freghi a costoro della scienza, se a propinarla con imposizioni e restrizioni è uno Stato e una classe dirigente che solo ora si ricorda di loro? Non che questa mandria di coglioni ottusi e pure ostinati rischi di inceppare gli ingranaggi della meravigliosa macchina capitalista, atta a perpetuare i profitti dei pochi, ma piuttosto, essi rappresentano un boccone troppo ghiotto per non mettere in pratica politiche di controllo e coercizione, per resettare insomma le strategie di un capitalismo sempre più spregiudicato che va a braccetto con l’autioritarismo paternalista in salsa digitale dei governi. 
Le posizioni dell‘estrema destra non fanno testo. In realtà, non sono mai esistite. Come sempre i fascisti spuntano quando c’è la crisi. Soffiano sul fuoco, si ergono a capipopolo e conducono la mandria a furia di tortorate ben assestate. L‘augurio è che „l‘uman carname“ non si renda conto troppo tardi di come e da quante parti venga manipolato per poi venir condotto al macello. In questo momento storico piuttosto, riecheggiano le parole che Bakunin scrisse con una semplicità disarmante: „Rispettando la libertà e l’umanità degli altri, rispetto la mia”… Esiste dunque un confine tra libertà individuale e collettiva? No Borders…
Nino Lisibak 

Tout va tres bien Madame la Marquise

La resa dei conti è dietro l’angolo. La resa dei conti per i colpevoli.

I non vaccinati.

Ci andranno di mezzo tutti, perché ci sarà qualche limitazione anche per i vaccinati e i guariti, ma è ben chiaro dove andrà a parare il Consiglio federale. La colpa sarà di chi non si vaccina e alla fine arriverà anche l’obbligo. Che addirittura auspicano i nostri illuminati giornalisti di regime.

La politica, gli organi di informazione e la maggioranza silenziosa non escono da binari imboccati circa un anno fa, quando sono miracolosamente apparsi i vaccini. La sola salvezza sarà farsi iniettare un medicamento.

I fatti stanno dimostrando il contrario. Ma non si è alzata nemmeno una voce che mettesse in dubbio le scelte della politica. La politica vaccinale è un fallimento globale, utile solo a gonfiare le casse delle grosse case farmaceutiche, nonostante la palese inutilità di un medicamento del quale già si parla di una quarta dose, mentre ancora si sta reclamizzando la terza.

Un approccio fallimentare al quale non si è permesso di opporre critiche. Una dittatura sanitaria che ha portato, dopo che più di due terzi della popolazione ha dato retta a questa commistione politico-economica, a un continuo aumento dei contagi. Siamo messi peggio di inizio “pandemia”. Col sospetto che, complici dei vari produttori di vaccini, la pandemia la si è coltivata ad arte a partire da autunno 2020.

I ciechi son coloro che non vogliono vedere.

Ma, tout va très bien, Madame la Marquise.

Affettuosamente

G.

benvenuti in paradiso

Si veleggia verso il soffocamento della libertà di pensiero. Il pretesto è dato dalla pandemia che ha fermato il mondo. Un virus un po’ più cattivo del solito ha aperto il campo ai governi per esercitare un controllo sulla popolazione che non ha precedenti, in una cosiddetta società democratica.

Nonostante la medicina ufficiale si sia fatta sorprendere e superare dagli eventi – il che ha di fatto comportato la moria di pazienti fragili a inizio influenza – ci si è immediatamente affidati ad essa. Lo scarso senso critico della popolazione e il clima di paura innescato da buona parte dei medici e dall’autorità costituita hanno di fatto affidato a queste due entità (medicina e politica) un potere enorme.

È stato detto tutto e poi il contrario di tutto. Si è consegnato il potere alle case farmaceutiche e dietro ad esse ci si è nascosti. Con il risultato che i cosiddetti vaccini (che vaccini non sono), richiedono continui richiami e non fermano minimamente la diffusione della malattia ma, come insegnano da decenni le stesse scuole mediche, finiscono per fare in modo che si creino infinite varianti. E il male non scompare ma lo si mantiene in vita. Ad arte.

In tutto questo, l’unica realtà politica e sociale che ha messo in risalto l’eccessiva invadenza dello stato nella vita dell’individuo è stata la destra. Persino l’estrema destra. La sinistra – ma con che coraggio può ritenersi ancora tale? - si è inginocchiata ai nuovi progressisti. Nel mondo, in Europa, dappertutto. Si fanno strada forze più sinistre che di sinistra. Composte per lo più da fuoriusciti dai movimenti che fino al secolo scorso rappresentavano conservatorismo, liberismo e cattolicesimo.

Persino realtà libertarie e anarchiche si sono allineate e, citus mutus, non hanno neanche preso in considerazione l’opzione di chiedersi, per esempio, “ma come, venite anche in casa mia a dire quanti si possono sedere al tavolo?”.

In Svizzera non siamo ancora arrivati all’obbligo vaccinale, ma si sta creando una spaccatura netta tra che si è vaccinato e chi no (come il sottoscritto). Siamo messi all’indice. Si parla di noi sottovoce, come si faceva (e in fondo si continua a fare) coi malati di aids o con gli omosessuali. Benché sottoposti a continui tamponi che testimoniano l’assenza del virus, siamo considerati ammalati. Siamo cioè al paradosso che il sano è considerato pericoloso e deve sottomettersi a un farmaco per essere considerato cittadino al pari degli altri. Ma ci pensate bene? Non credo.

Comincia a farsi strada il “quelli li devono pagarla cara” e il governo appoggia facendo finta che. “Il vaccino sarà la sola via per la salvezza, per uscirne tutti insieme”. Personalmente conosco gente vaccinata tre volte che si è beccata per la seconda volta il virus ed è finita in ospedale. Non una, ma più persone. Cose che non si dicono, che altrimenti cade il castello di carta al soffio della verità

In quasi due anni nei quali si trascina questa pandemia, non sono mai state ammesse nei dibattiti delle voci critiche. Anzi, chi ha osato parlare ha pagato e chi vorrebbe parlare tace per evitare. I giornalisti sono ormai schierati e anche quando dovrebbero essere equidistanti e critici per assicurare la libertà di opinione, di pensiero, prendono sempre le parti della maggioranza ufficialmente accettata.

Mi trovo circondato da gente che tiene la mascherina anche quando è sola in auto e, temo, anche quando va a letto. Solo perché l’ha detto la medicina ufficiale. Quella del potere costituito insomma. E guai a chi mette in dubbio. Anche con ragioni scientifiche, come piace a loro. Si arriverà magari un giorno a farli fuori materialmente, che già si è cominciato a sparare su chi manifesta per la strada.

Da oggi, e con me tanti altri, non posso partecipare al più della vita sociale. Solo perché non prendo una medicina, da sano. Benché la maggioranza sia “vaccinata” e diffonda il famoso virus. Che succederà ora? M’aspetto il peggio.

Benvenuti in paradiso

G.

 

#MIGRANTI: IPOCRISIA SCHIZOFRENICA

#MIGRANTI: IPOCRISIA SCHIZOFRENICA

E' dai primi giorni di Settembre che si parla di emergenza migranti al confine tra #Bielorussia e #Polonia, come se si stesse trattando di operazioni di guerra a tutti gli effetti, in cui famiglie e persone iraqene, siriane, curde e afghane vengono etichettate come “mercenari”, “scudi umani”, “armi”.
Così la “#FortezzaEuropa”, paladina dei diritti, si schiera con il governo polacco reazionario per “proteggere” un paese di quasi 40 milioni di abitanti dalla “massa” di 5.000 invasori provati da stenti, fame, freddo e privazioni: quasi 20.000 militari e poliziotti armati di tutto punto, chilometri di reti e filo spinato, squadroni di neonazisti a caccia di migranti, 368 milioni di euro per costruire muri e barriere.
Il risultato sono centinaia di assiderati e almeno una quarantina di morti, tra cui donne e bambini: La Democrazia Liberale Europea!
Allo stesso tempo, mentre si accusa di guerra la Bielorussia e si lasciano morire i migranti su quel confine, continuano i morti nel mar Mediterraneo che fuggono dai lager e dalle milizie in Libia, pagate e armate dall'Unione Europea e, la scorsa notte, nella manica, sono morte almeno 30 persone annegate e assiderate a causa di un naufragio nel tentativo di raggiungere la Gran Bretagna.

Questa è la logica ipocrita della borghesia europea:
Da un lato urla alla crisi demografica spingendo a far figli per poter aver più giovani sfruttabili;
dall'altro mentre sfrutta come neo-schiavi gli immigrati in ogni settore a basso reddito e zero diritti li lascia morire come mosche nelle rotte per fare la voce grossa con i poveri.
I miliardi degli evasori e degli sfruttatori, le loro merci e i carichi di armi e morte, non possono essere fermati ai confini del mondo globalizzato, ma i poveri e gli sfruttati troveranno sempre muri, fili spinati e morte sulle loro strade per una vita dignitosa.

#NoBorders
#SolidarietàconiMigranti
#PorteAperteallePersonePortiChiusialleArmi
#EuropaAntifascista

Testo del Gruppo Genova antifascita 

comunicato stampa: no al carcere minorile

Coordinamento Contro il Centro educativo chiuso per minorenni

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

PERCHÈ OPPORSI AL FUTURO CECM (centro educativo chiuso per minorenni)?

 

Come riferito dalla stampa, la granconsigliera Plr Cristina Maderni ha recentemente ultimato la bozza del rapporto favorevole ai messaggi governativi del 15 aprile 2015 n. 7086 e del 7 giugno 2017 n. 7086A concernenti l'approvazione della Legge sulle misure restrittive della libertà dei minorenni nei centri educativi, del Piano di utilizzazione cantonale e del contributo unico e massimo a fondo perso di CHF 3'345'000.- per la realizzazione di un centro educativo chiuso per minori. Il Parlamento potrebbe approvare il rapporto già a dicembre o all’inizio del 2022. Il Coordinamento Contro il Centro educativo minorile chiuso è allibito di fronte alla totale ignoranza delle criticità emerse e delle contestazioni sostanziali da parte di una qualificata coorte di professioniste, professionisti del settore, cittadine e cittadini nonché dal nostro coordinamento. Ricordiamo che nel 2018 circa 500 operatori sociali del Canton Ticino hanno firmato una petizione di opposizione alla creazione di tale inutile struttura. Ebbene, nell’imminenza di una decisione orfana di elementi probanti, il Coordinamento vuole ribadire i punti per cui invita accoratamente il Parlamento a rigettare il progetto CECM.

 

Il cantone Ticino deve davvero dotarsi di una struttura che di fatto come pensata e strutturata, sarà un carcere minorile?

 

Privatizzare una struttura che servirà anche per far espiare pene detentive, significa mettere il primo tassello alla privatizzazione della carcerazione. È quello che vogliamo?

 

Le problematiche iscritte nelle politiche giovanili, non meritano un approccio diverso da quello repressivo a scapito di quello educativo?

 

Vi sembra normale prevedere misure di contenimento che contemplano lisolamento e il fissaggio al letto con delle cinghie (modalità per altro abolite in ambito psichiatrico) quali strumenti educativi”?

 

Queste sono solo alcune domande che vogliamo porre alla popolazione e ai suoi rappresentanti in Gran Consiglio.

 

Noi, come coordinamento contro il CECM, ci opponiamo con tutte le forze a questo progetto. Invitiamo tutti coloro ritengano che i/le giovani vadano accompagnati/e e sostenuti con interventi non equiparati alle logiche applicate agli adulti, a sostenerci!

 

Come si può pensare che un centro chiuso possa essere educativo?

 

Le politiche carcerarie generano l’80% di recidive. Cosa ne sarà di questi minori che già a partire dai 12 anni dovranno sperimentare sulla propria persona tali misure?

 

Il centro chiuso determinerà l’esclusione più radicale dei giovani dal tessuto sociale. La maggior parte di loro vivrà male tale intervento e quando uscirà sarà più arrabbiata di prima perdendo così ulteriore fiducia negli adulti con la conferma che la rete sociale di protezione non sarà stata di loro aiuto.

 

Rispetto a questo progetto non viene nemmeno presa in considerazione la possibilità di potenziare le capacità di accoglienza delle numerose strutture già esistenti evitandone così la costruzione. Lo si vuole a tutti costi comprensivo di pronta accoglienza e osservazione dei soggetti problematici, di reparto per misure disciplinari,di protezione e di espiazione delle pene (scelta questa non voluta dalla Confederazione in una tale struttura). Questo centro indurrà sicuramente chi ora si occupa di adolescenti, a far capo allo stesso per i casi più problematici da gestire!

 

Il Cantone se ne fa già carico (e i casi sono pochi) grazie a strutture oltre Gottardo (unico limite le barriere linguistiche) .

Noi crediamo che scegliere di creare delle situazioni momentaneamente protette con una politica di accoglienza e di sostegno, grazie a scelte educative che privilegiano la relazione, sia molto meno dispendioso e più adatto ai bisogni dei giovani che dovrebbero far capo al CECM.

In alternativa allo stesso, implementando il numero di educatori specializzati, di foyer o comunità di tipo terapeutico ed educativo, sarà favorito un recupero più rispettoso del loro divenire.

 

Infine, è utile ricordare che diversi Cantoni svizzeri tedeschi e francesi, con l'intenzione di realizzare centri chiusi simili, vi hanno rinunciato per motivi simili a quelli da noi elencati.

 

 

Bellinzona, 30.11.2021

 

Coordinamento Contro il Centro educativo chiuso per minorenni

Recapito postale:

c/o Circolo Carlo Vanza, Via Convento 4, 6600 Bellinzona

 

Occupazione a Yverdon

Da ottobre il quartiere Clendy è occupato dai manifestanti che lo difendono dalla cementificazione speculativa prevista. In questi giorni sono sotto forte pressione da parte delle autorità. Solidarietà e contatti !