Solidarietà dal Rojava al Chiapas con gli zapatisti (Messaggio inoltrato da Antifa Enternasjonal) ROJAVA - Prendendo parte all'appello lanciato dall'EZLN del Chiapas in questo giorno, per la "Giornata di azione globale contro la militarizzazione e la guerra dei capitalisti", gli internazionalisti presenti nella comune internazionalista di Rojava hanno condiviso un videomessaggio con una dichiarazione in solidarietà alla lotta zapatista. "Oggi, 12 ottobre, ricorrono 530 anni da quando gli imperi occidentali sono arrivati nelle Americhe per saccheggiare, sfruttare e massacrare i popoli indigeni. Ma soprattutto, sono 530 anni da quando questi stessi popoli e comunità indigene hanno iniziato a resistere contro la barbarie del capitalismo patriarcale. 530 anni dopo, la resistenza e la ribellione dei popoli indigeni contro l'invasione, l'espropriazione, lo sfruttamento e lo sterminio della cultura e delle lingue indigene è più viva che mai, sollevando, con essa, diverse alternative democratiche fondate sul principio comune di una vita libera. Oggi, 12 ottobre, la Comunità Internazionalista del Rojava vuole unirsi all'Azione Globale contro la Militarizzazione e la Guerra Capitalista e solidarizzare con il popolo messicano, l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale e le Comunità Zapatiste che stanno subendo gli attacchi del governo messicano. L'attività militare continua a crescere in Chiapas e con essa le tensioni che potrebbero portare a una nuova aggressione contro il popolo zapatista sovrano. La modernità capitalista, sommersa in uno stato di crisi globale, sta crollando di fronte a una società che esprime il suo desiderio di libertà. La rivoluzione in Iran è un sintomo di questo impulso di libertà. I tempi stanno cambiando e il Confederalismo Democratico, insieme al popolo zapatista, sta illuminando le nuove democrazie che stanno nascendo. Oggi più che mai è necessario essere solidali con i popoli sovrani che resistono ai continui attacchi dell'imperialismo che vuole negare la loro esistenza. La solidarietà è la tenerezza dei popoli. Tutto il potere ai popoli! Fino alla vittoria, sempre
Qui nessuno vuol fare la rivoluzione ....
Qui nessuno vuol fare la rivoluzione…
Le rivoluzioni, piccole e grandi sono sempre in atto, o covano sotto la cenere lasciata dall’ingiustizia.
Oggi nessuno ha intenzione di scagliarsi contro istituzioni o schieramenti decisamente più forti, tecnologicamente più evoluti, equipaggiati ecc. Chi lo fa lo stesso, tipo la sinistra antagonista, ne paga e anche pesantemente le conseguenze.
La gente in Occidente ha sviluppato una dicotomia tra la propria vita civile, lavorativa, “pubblica” e quella privata. In questa dinamica è già insita la rivoluzione, o tutta una serie di micro rivoluzioni. Perché se il privato è l’ultimo spazio di libertà autentica rimasto- appena metti il naso fuori di casa iniziano i guai, essendo “là fuori” un bordello assoluto, causa la mancanza di un’organizzazione sociale improntata sulla condivisione- questo spazio tenderà naturalmente a volersi espandere e va in ogni caso difeso, ad esempio contro il carovita. Quindi è inevitabile che si arrivi allo scontro tra le due realtà: il “servo” che lavora per sé stesso (nella vita privata si è tutti finalmente “padroni”), avrà sempre maggiori difficoltà a servire e il padrone tende naturalmente ad allargare il suo potere, esattamente come fa il padrone nella vita lavorativa.
Poi, è vero che vi sono diverse condizioni di lavoro, frutto anche della capacità personale di crearsele e di una volontà di maggiore libertà che ha implicato scelte difficili e radicali per mantenerle o migliorarle. Sono micro rivoluzioni queste. Ora ci manca ancora un ultimo step: il diritto all’ozio, di cui parlava il genero di Marx, Paul Lafargue. E l’ozio, per essere godimento, dev’essere VERO. Io vedo in giro solo gente annoiata, ma parecchio “oziosa” (è una pigrizia antipatica e figurati quanto lo può essere agli occhi di quei lavoratori, gli schiavi veri e propri, razzializzati, immigrati o che vivono in realtà, specie nel sud del mondo, decisamente meno “sbrilluccicanti”). In parte lo è per incapacità propria di divertirsi veramente; ci si fa imboccare dalla macchina del divertimento, fatta di altrettanti schiavi- magari più ricchi come i calciatori o gli attori hollywoodiani- che ci propone di tutto e di più: dal calcio, ai film- le famigerate serie TV- al sesso a pagamento, a tutto l’armamentario di tutti gli hobby possibili (in America molta gente colleziona addirittura armi, per dire…). Ciò che era una passione diventa quasi un vizio, insomma. Ed è appunto una società di viziati e viziosi che è comunque molto violenta. Una persona veramente FELICE non è violenta. Ergo: è una società di viziati infelici. Ma ognuno di questi percorsi individuali tende naturalmente verso la felicità. Che forse non risiede nel possedere una villa megagalattica, il macchinone, la Jacuzzi e svariati gingilli e orpelli stile afro-rapper californiani…In ogni caso- in Italia abbiamo appena visto le ville dei Casamonica, per fare l’esempio più becero- tutta sta “robba” costa e qualcuno la deve pur produrre…Costa anche in termini di spazio levato agli altri su un pianeta che nel 1955 contava ancora “solo” due miliardi e mezzo di persone e che, nel frattempo, in soli settanta anni è arrivato a sfiorare gli otto miliardi di unità con la conseguente devastazione ambientale dovuta all’estrazionismo, alla produzione in serie dei cosiddetti beni di consumo, agli allevamenti intensivi e soprattutto alla gigantesca massa di rifiuti anche tossici che oramai sono entrati nella catena alimentare. In conclusione, lo scontro tra le singole realtà è già in atto. E ci coinvolge proprio tutti, volenti o nolenti. Proprio appena mettiamo il naso fuori dalle nostre tane…
Contributo: Damiano
"Il commissario Daltonico" incontro tra letteratura e psichiatria
Circolo Carlo Vanza Bellinzona
Comunicato
“Il commissario Daltonico ”
Incontro tra letteratura e psichiatria con
Giuseppe Della Misericordia, scrittore
in dialogo con
Emanuela Dyrmishi, psichiatra
Sabato 30 aprile 2022, ore 17.00
Circolo Carlo Vanza, via Convento 4, Bellinzona
Le indagini del commissario Daltonico, questo improbabile e apparentemente sconclusionato personaggio, sono in realtà il pretesto per una elegante satira sociale. La psicoanalisi ha influenzato, fin dalla sua nascita, la letteratura umoristica, fornendo temi e strutture. Due gialli dalle mille sfumature conditi di humor, fraintendimenti e situazioni paradossali su cui dialogano e si interrogano lo scrittore e drammaturgo Giuseppe della Misericordia e la psichiatra Emanuela Dyrmishi.
Giuseppe Della Misericordia, scrittore e drammaturgo. Tra i riconoscimenti: Una commedia in cerca d’Autore, Premio Inedito Colline di Torino, Premio Achille Campanile.
Dr.ssa Emanuela Dyrmishi, Servizio Psicosociale di Chiasso. Specialista in Relazioni Transculturali, Psicofarmacologia, Rischio Economico e Geopolitica.
Segue rinfresco
L'antiecologia dominante
- L’antiecologia dominante
Contro l'egida finanziaria
Massacro di Erdogan in Kurdistan
Martedì notte sessanta arei delle forze armate turche hanno bombardato tre luoghi simbolo del confederalismo democratico teorizzato dal leader del Pkk Ocalan: il campo profughi di Makhmour nel Kurdistan iracheno (culla di quel sistema politico); Rojava, il Kurdistan siriano (la prima messa in pratica su vasta scala); e Shengal, la regione irachena a maggioranza ezida (la prima realizzazione in una diversa comunità etnico-religiosa). Ore di bombardamenti nella notte su villaggi e comunità civili e su un campo di 12mila rifugiati, causando morte e distruzione.
Nei giorni precedenti, le forze democratiche siriane (a maggioranza curda) avevano sventato un assalto di miliziani isis per liberare i loro membri nei campi di detenzione nel nord della Siria, gestiti dai curdi. Assalto dell’Isis coperto militarmente da droni turchi.
Ancora una volta è calato il silenzio mediatico e istituzionale sulla condotta assassina di Erdogan, il presidente turco, nel tentativo di soffocare l’esperienza di democrazia dal basso nel Rojava e non solo. Il secondo esercito più potente della Nato può continuare indisturbato la sua opera di distruzione, iniziata con l’occupazione militare della regione di Afrin nel 2018, poi consegnata alle bande jiadiste alleate. Nel 2019 seguì una seconda invasione militare turca nel Rojava, ancora oggi occupato.
Il ForumAlternativo condanna l’ennesimo attacco assassino di Erdogan e si associa alle parole del Congresso nazionale curdo: Il regime di Erdogan vuole distrarre l’opinione pubblica dai suoi fallimenti interni rilanciando la sua crociata contro Rojava e occupare tutte le restanti aree all’interno della Siria dove vivono liberi non solo i curdi, ma anche i loro alleati arabi, armeni, assiri, turkmeni e circassi. Per fortuna, il Movimento di Liberazione Curdo è più forte che mai e la Turchia non può infrangere la nostra volontà di autodeterminazione, democrazia, uguaglianza delle donne e vita ecologica. Quello che è scoraggiante, tuttavia, è il silenzio e la complicità delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea, della NATO e del Consiglio d’Europa, i quali sono tutti consapevoli di questo assalto del terrorismo di stato turco. L’Occidente ha detto “Mai più” in merito al genocidio, ma alla Turchia è continuamente consentito di perseguire la sua barbarie genocida contro milioni di curdi in tutto il Kurdistan.
Testo preso dal FormAlternativo
Macerie 9
https://www.spreaker.com/user/olmo/macerie9variantemu
Macerie 8
https://www.spreaker.com/user/olmo/8-lostrappo
una luce nel buio: l'okkupazione
Una luce nel buio
Ho avuto il Covid, sono stata male, le feste sono iniziate non proprio come desideravo. Sono una persona che crede nelle magie e nonostante sia fermamente atea amo il clima delle feste natalizie. Amo gli sguardi delle bambine e dei bambini che vedono magia e possibilità in tutto. Amo bere e mangiare in compagnia.
Quest’anno è un anno difficile per tutt*: i contagi, i contatti e la malattia stessa ci ha tenuto lontano dalle persone care (oltre, personalmente, una grande sofferenza fisica dovuta proprio alla malattia). Per fortuna a casa mia grazie ai miei bimbi, il clima di serenità è rimasto. Ma appena accendevo la radio, ascoltavo e leggevo le notizie vedevo buio e tristezza. Contagi, morti, quarantene… si parlava e si parla solo di questo. Di conseguenza veniamo informati quasi solo sulla crisi sanitaria, finanziaria ecc.… ma poi il 29 mi arriva la notizia: il Molino viene ri-occupato. Ecco nella mia testa e nel mio cuore si riaccende quella scintilla, quella luce di speranza. Nonostante la situazione precaria difficile c’è chi non molla, c’è chi ci crede e decide di continuare le lotte.
Il giorno stesso non scesi a Lugano, ma scesi il mattino dopo per sostenere le/i compagn* che sono stati sgomberati. Ormai sì… ancora una volta il municipio ha scelto la violenza e lo sgombero praticamente immediato. È normale la scintilla di speranza, di felicità, di lotta per un mondo migliore basato sul principio dell’autogestione che è immerso in me quando ho sentito la notizia dell’occupazione non è la stessa che hanno sentito i municipali. Probabilmente in loro è emerso nuovamente la paura. La paura che un gruppo di persone mostri che un altro mondo è possibile. Quindi spengono ogni fiammella.
Ma non sarà così. La tenacia, la grinta che hanno le compagne e compagni accenderanno non una, ma mille altre fiammelle che bruceranno d’amore e speranza per tutt*.
Con questo scritto voglio ringraziare tutte le persone che hanno sempre la forza per esserci e resistere. Quelle persone con sete di libertà ma non per loro stesse, ma per tutt*, che si ribellano ogni giorno di essere dei burattini dello sporco sistema che sta distruggendo il mondo e sfruttando bambin*, donne e uomini, che non vogliono essere complici di questo carognismo capitalista che ha come uno scopo il bene per pochissimi e la distruzione di una vita per tanti. Perché credono che ogni essere umano ha diritto a una vita dignitosa, l’autogestione è la concretezza che questo è possibile. La fiamma della vera equità resiste. L’autogestione non si sgombera.
Per un 2022 di lotte e speranze
buon anno
Petra